L’arrivo del Personal Computer

Gli anni sessanta definirono il primo boom dei computer negli U.S.A.: se nel 1960 i computer erano circa 6000, nel ’64 erano 20.000 e nel ’69 circa 63.000. Proprio per portare più computer possibili nelle case e nelle aziende, iniziò la corsa al primo vero computer da tavolo, che fu il PDP-8 progettato nel 1965 erede del PDP-1 sviluppato nel 1960 (vedi immagine allegata), che fu il primo vero elaboratore da tavolo. Il PDP-8 fu il primo computer ad essere piccolo e leggero e con un prezzo che si aggirava intorno a 18 mila dollari. Grazie a queste caratteristiche ci fu un vero e proprio boom di vendite specialmente nelle scuole e nei laboratori di analisi. Visto il successo il mercato investi molto in questo settore cercando di fornire computer sempre più potenti e sempre più piccoli con le relative stampanti annesse, in particolar modo quelle con l’inchiostro per Epson.

Il primo vero calcolatore progettato per uso personale, fu sviluppato e realizzato proprio in Italia grazie all’Olivetti tra il 1962 e il 1964.  Il progetto, ideato dall’Ing. Pier Giorgio Perotto, con il design di Mario Bellini, fu il Programma 101, un computer che non aveva bisogno di tecnici per essere programamto, costava molto poco, circa 3.200 dollari e si basava su un linguaggio simile all’Assembly. Grazie a questo modello, l’Olivetti ebbe un grandissimo successo planetario che la catapultarono come una delle aziende informatiche ed elettroniche più importanti del mondo intero. Nei successivi 10 anni i laboratori dell’Olivetti non rimasero mai fermi e sfornarono ulteriori computer ad uso personale sempre più potenti e meno costosi: il primo fu il P6060 sviluppato nel 1975, il primo computer al mondo ad avere un floppy disk incorporato. Ci furono altri vari prototipi fino ad arrivare ad utilizzare il primo microprocessore nel 1982, con il progetto del computer M20.

Facciamo un piccolo passo indietro: il mondo non rimane a guardare l’avanzata dell’Olivetti, ma continua a sviluppare e progettare nuovi calcolatori. Nel 1972 i laboratori Xerox di Palo Alto sfornato lo Xerox Alto, il primo computer della storia ad utilizzare delle finestre bitmap sullo schermo e ad essere connesso ad una stampante laser.  Lo Xerox Alto fu comunque un primo prototipo per quello che nel 1981 divenne lo Xerox Star il primo computer al mondo ad avere una GUI, Graphic User Interface, con le icone e con l’utilizzo del mouse.

Grazie alla voglia di sviluppo di molti “smanettoni” andarono a svilupparsi molti computer “fai da te”, come non ricordare l’Altair 8800 che diede vita, con soli 397 dollari, ai primi microcomputer. Sempre in quesgli anni, sui compiuter a disposizione andarono a formarsi le aziende che un giorno diverranno i colossi dei sistemi operativi software, ovvero la Microsoft di Bill Gates e Apple Computer di Steve Jobs e Steve Wozniak. Fu grazie proprio a quest’ultima azienda, che racchiudeva in se la progettazione di un nuovo tipo di computer basato su un sistema operativo diverso dal normale, a differenza di Microsoft che creava solo sistemi operativi basati su tecnologia IBM compatibile, che venne creato il primo e vero personal computer della storia: l’Apple II nel 1977, insieme alle vere proprie prima cartuce da stampante.