La svolta con Apple e IBM

Nel 1977 la neonata azienda Apple Computer creata da Steve Jobs e Steve Wozniak rivoluzionò il mercato mondiale del computer offrendo al pubblico il primo vero personal computer della storia, che ebbe un tale successo da venire sviluppato su scala industriale mondiale. L’Apple II (vedi immagine allegata), molto più potente e appetibile a un pubblico variegato rispetto il modello precedente, appetibile quest’ultimo solo ad appassionati di elettronica. Il progetto dell’Apple I venne quindi rielaborato e l’elettronica del computer venne inserita in un’unica scatola compresa di tastiera.

L’Apple II comprendeva un microprocessore a 1MHz, memoria RAM a 4KB con 8 slot di espansione fino a 64 KByte totali. Come memoria secondaria aveva o un registratore di massa oppure due allogiamenti per floppy disk da 5” e 1/4 (Solo successivamente vennero utilizzati dei veri e propri hard disk, inizialmente di 5 MByte che aveva un prezzo molto alto). L’Apple II aveva inoltre la facoltà di interfacciarsi con le stampanti e i modem di ultima generazione. Il sistema operativo utilizzato era l’Apple DOS e la quantità di programmi fornita era inizialmente solo per l’ufficio, ovvero software di videoscrittura e calcoli matematici utili con molte sedie per ufficio. Oltre al design molto bello e moderno, l’Apple II costava anche molto poco, circa 1.200 dollari, escluso il monitor. La possibilità di installare altri tipi di programmi come molti videogame e la possibilità di creare dei cloni del PC attraverso l’acquisto del circuito stampato, portò l’Apple II ad essere molto utilizzato in ambito aziendale, in ambito domestico e in ambito hobbistico.

Come già affermato nelle pagine precedenti, nel 1981 ci fu lo sviluppo di due altri computer che diedero una spinta ulteriori al mondo dell’informatica e dell’elettronica: lo Xerox Star e l’IBM 5150, il primo PC IBM.Lo Xerox Star fu il diretto successore dello Xerox Alto e fu il primo computer al mondo ad essere venduto con un hard disk di serie e ad essere dotato di un’interfaccia grafica a icone guidata attraverso un mouse, come quello dei giorni nostri. La maggiorparte delle soluzioni informatiche ed elettroniche dei giorni devono la vita a questo modello di PC che ispirò molti sviluppatori a sviluppare sempre nuovi componenti. Fu proprio con lo Xerox Star che nacque il paradigma della scrivania virtuale o desktop, in cui l’utente poteva interaggire con il PC e con tutti i file in esso contenuto attraverso un semplice click del mouse.

Sempre nel 1981 IBM inizia a mettere nel mercato il primo di una serie di computer che in poco tempo divennero popolarissimi in tutto il mondo. Il primo della serie fu l’IBM 5150 (vedi immagine sotto) che era dotato di un microprocessore Intel 8088 a 4,7 MHz di frequenza del clock, con 16 KByte di RAM espandibili fino a 640. Non aveva ancora un hard disk di serie tuttavia comprendeva un monitor a fosfori verdi e il sistema operativo PC-DOS sviluppato dalla neonata Microsoft di Bill Gates e concesso in licenza all’IBM. Anche se aveva un costo sostenuto (circa 3000 dollari), non offriva nessun hard disk di serie, il PC IBM si impose subito come una macchina seria e non una semplice tecnologia da appassionati. Infatti era possibile espanderlo in modo tale da non diventare obsoleto con il tempo. Il marchio IBM, marchio di esperienza e solidità già al tempo, riusci a far un vero e proprio boom di vendita, circa 200.000 pezzi venduti in un anno, che lo consacro come lo standard de facto del PC in tutto il mondo.

Il mercato mondiale tuttavia non stette fermo ad aspettare la continua avanzata della IBM e inizio, specialmente attraverso il mercato orientale con Cina e Taiwan a sviluppare e produrre in massa cloni del PC IBM. Tutto questo fu possibile perchè IBm forniva tutti i listati e datasheets della componentistica utilizzata, che era standard, e degli schemi elettrici utilizzati per creare il PC. Questa mossa rese il mercato dei PC IBM e compatibili (ovvero quindi dei PC clonati) il più grande mercato al mondo che era quasi diventato un monopolio. Tutti i PC IBM e compatibili infatti si basavano sulla tecnologia Intel e sul sistema operativo di Microsoft. Grazie a questi contratti Intel riusci a controllare il mercato dei microprocessori e Microsoft quello dei sistemi operativi, diventando in poco tempo i leader mondiali dei rispettivi settori (tutt’oggi la loro potenza è indiscussa). In quesgli anni infatti si delineano le varie fette di mercato che ancora oggi, più o meno sussistono: Intel, IBM e Microsoft riuscivano a controllare circa il 90% del mercato ufficio e domestico, i server e la grafica ad alto livello venivano effettuati solamente tramite Unix, invece la Apple si basata sul mercato dell’editoria e dell’education.

In questi anni vediamo lo sviluppo e il miglioramento delle stampanti connesse con questi nuovi modelli di PC, in particolar modo la sharp con i suoi toner, che hanno dettato legge per moltissimi anni a venire.