La storia ha inizio

Il computer, o detta all’italiana, calcolatore elettronico non è altro che un insieme di componenti elettronici che compoiono in modo automatico procedure noiose all’uomo, come i calcoli (e molto altro). Le prime macchine costruite dall’umanità per fare in modo quasi automatico le operazioni di calcolo, in modo tale che dato un input si arrivasse ad un output, sono veramente molto antiche. Inizialmente queste macchine artificiali vennero costruite per  venire utilizzate in ambito astrologico e poi matematico. L’abaco è infatti il più antico strumento di calcolo utilizzato dall’uomo che si sia mai trovato, deriva dalla Cina e veniva utilizzato fin dal 2000 a.C. L’altro grande ritrovamento fu la macchina di Anticitera (il nome deriva dall’isola nel mar Egeo), una macchina artificiale risalente al primo secolo a.C. con cui era possibile riprodurre il moto del sole e di alcuni astri dell’universo (vedi immagine allegata). L’umanità in tutta la sua storia ha creato numerose macchine artificiali più o meno autonome da utilizzare per le operazioni di calcolo, basti pensare a:

  • il Regolo, inventato nel 1632 dal matematico inglese Oughtred;
  • la Pascalina inventata da Pascal nel diciasettesimo secolo, con cui era possibile fare operazioni di somma e sottrazione;
  • la Macchina analitica inventata nel 1833 da Baddage, che fu il primo vero prototipo di calcolatore programmabile (anche se non fu mai realizzato completamente);

Sempre nel 1800 e inizi 1900 vennero fatte molte scoperte che negli anni successivi diedero vita all’informatica come noi la conosciamo oggi. Prima fra tutte le scoperte fu il codice binario a opera di Geoge Boole, da cui prese il nome la logica booleana.  Tutto questo continuò e continua tutt’ora nei giorni nostri, dove l’umanità cerca di creare elaboratori sempre più potenti, più veloci e più piccoli. Il periodo della seconda guerra mondiale fu un periodo molto florido per lo sviluppo degli elaboratori. Fu infatti in quegli anni che le potenze in guerra cercarono di creare numerose macchina elettromeccaniche per cifrare i messaggi, come la macchina tedesca “Enigma”, quella polacca “Bomba” creata proprio per decifrare i messaggi cifrati dalla macchina Enigma, lo Z1 che fu il primo computer programmabile della storia che funzionasse (era elettromeccanico), e fu inventato dallo scienziato tedesco Konrad Zusenel 1939. Sempre nel ’39 venne inventato il primo calcolatore completamente elettronico chiamato ABC, acronimo di Atanasoff Berry Computer, creato dal Dr. Atanasoff e dal Dr. Berry, due scienziati americani dello Iowa State University.

E’ palese immaginare che tutto questo sviluppo avvenne per fini bellici, infatti si cominciava ad intuire il potenziale che queste macchine potevano offrire agli eserciti in combattimento, specialmente nel trasporto dei messaggi cifrati. Con la fine della guerra e l’inizio della guerra fredda lo sviluppo di calcolatori elettronici era inarrestabile. I quest’anni vennero ideati moltissimi tipi di calcolatori, diversi l’uno dall’altro. Il computer che venne sviluppato meglio e utilizzato sia in ambito militare che civile fu l’ENIAC, un calcolatore a valvole inizialmente creato per fini bellici tra il 1944 e il 1951 e poi messo in commercio. Sempre in quegli anni troviamo anche il primo computer non più a valvole, ma a transistor, il TX-0 prodotto nel 1956.

Con l’avvento del 1960 si comincia a capire che i computer di allora, molti grandi e macchinosi, ancora più grandi di diverse sedie per ufficio insieme, non erano più utili per le atività quotidiane, ma che si doveva passare a computer più piccoli, i cosidetti computer da tavolo. Inizia cosi la corsa al primo vero personal computer.

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